mercoledì 17 settembre 2014

Capitolo III: Les jeux sont faits, rien ne va plus

Salve a tutti, è con immenso piacere che scrivo oggi dopo una lunga pausa forzata da ritmi di vita e di studio pesanti. Come dice il titolo, è andata, finita, spacciata, kaput! Eh sì, mi hanno incastrato: sono un universitario a tutti gli effetti. Chissà quanto e chissà cosa mi aspetta.

Ma soprattutto chissà chi. Perché ora come ora so quello che lascio ma non so quello che troverò, pare banale ma è la storia della vita, di questo continuo flusso di tempo che scorre.


In questo contesto strappare degli attimi di eternità al mondo risulta un'impresa difficile ma non impossibile. Ci abbiamo provato, la verità si dica, ed è stato bello finché è durato; ora solo il ricordo rimane.


"Lately I been, I been losing sleep

Dreaming about the things that we could be
Baby, I been, I been prayin' hard
Said no more counting dollars
We'll be counting stars
Yeah, we'll be counting stars"

Cosa mi aspetto dall'università non lo so, cosa vorrei quello sì: un luogo stimolante dove finalmente posso dare spazio alla mia effettiva carriera "professionale", con tutto ciò che ne deriva. Aumentano le possibilità ma aumenta anche il rischio: è un gioco che posso giocare, il trade off ci sta.

Sarà ma oggi mi sento particolarmente retorico, rileggendo mi sembra di aver scritto un sacco di banalità, cose che ogni neodiplomato appena iscritto all'università proverà di certo.
E allora sapete che vi dico? Carciofini su un letto di paté al tonno.

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