Avete presente quando un bicchiere di vetro o di cristallo vi cade per terra e si frantuma in mille pezzi?
Se no vuol dire che non siete maldestri come me, se sì grazie mi fate sentire più umano.
Ad ogni modo, quando questo accade per me è una grande sconfitta: ancora una volta, per mia colpa, un altro oggetto fantastico si è rotto e va buttato nella spazzatura ( ovviamente nel cassonetto del vetro ).
Eppure c'è un qualcosa di affascinante nel prendere i cocci di quello che rimane ed osservare con un certo distacco quello che prima era un oggetto integro ed ora ha mille sfaccettature e riflessi.
Anche perché ormai non c'è più nulla da fare, quindi tanto perderci un po' di tempo per analizzare nel dettaglio.
E' una sensazione a metà tra il disincanto e il rimorso di aver sbagliato, tra il capire di dover morire e il non voler essere mai nato, non so se rendo l'idea.
Ecco, allo stesso modo ultimamente mi capita talvolta di sentirmi così nella vita.
Quanti progetti inconclusi, quanti castelli di carta crollati, quanti instanti passati e perduti, quanti sognatori delusi a questo mondo.
Eppure è una sensazione: niente al momento può andare meglio di come va dal momento che proprio come va... è! Questa, lo ammetto, sa proprio di vaneggio. Però riflettiamoci un attimo.
Siamo arrivati dove siamo ora essendo noi stessi e facendo le nostre scelte. Poteva andare meglio di così? Sì, ma non lo sapevamo! Quindi "hic stantibus rebus" il mondo non potrebbe girare meglio di così.
Eppure, se è vero che l'uomo è un essere a quattro dimensioni ( altezza, larghezza, profondità e tempo ), ci sono tutte le possibilità per migliorare una situazione o massimizzare il risultato al tempo giusto scoprendo le carte giuste.
E' che ora non so come, ma questo non mi abbatte più di tanto: vivo lo stesso. Per ora perlomeno.
Mi sono troppo lasciato andare a elucubrazioni stucchevoli, spero che questa riflessione vi sia piaciuta; magari approfondirò in seguito l'argomento.
Per ora è tutto, alla prossima!
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